lunedì 22 settembre 2014

Coro unanime dei sindaci: avanti l’ipotesi di pista ciclabile Asti-Casale


Mercoledì 17 settembre si sono incontrati in Municipio ad Asti i sindaci dei comuni interessati dal progetto di pista ciclabile tra la nostra città e Casale Monferrato.

Grazie all’iniziativa promossa dal Consigliere comunale Pd Clemente Elis Aceto, i rappresentanti dei vari Comuni hanno avuto modo di confrontarsi sull’opportunità di realizzazione dell’opera che darebbe vita a un’infrastruttura turistica di collegamento fra tutti i comuni della tratta, per intersecarsi con il progetto nazionale VenTo di collegamento tra Torino e Venezia, di cui Casale fa già parte.

Hanno partecipato al dibattito i rappresentanti dei Comuni di Cereseto, Calliano, Vignale, Ottiglio, Treville, Altavilla, San Giorgio, Penango, Castagnole, Montemagno, Castell’Alfero. Molti sono stati gli interventi favorevoli all’iniziativa che mira a creare, lavorando in termini di partenariato, le opportune sinergie e collaborazioni fra i territori. Tra i presenti anche il Presidente della Strada Astesana del Vino, il Direttore dell’agenzia di sviluppo del territorio LAMORO, i tecnici della Provincia di Asti oltre ad esperti di mobilità e greenway.

La riunione, convocata dai Sindaci Fabrizio Brignolo e Titti Palazzetti di Casale, è servita a sondare l’interesse dei Comuni coinvolti che hanno confermato la volontà di proseguire nel progetto con la firma di un protocollo d’intesa. Le amministrazioni di Asti e Casale Monferrato hanno colto il coro unanime dei Comuni e si occuperanno ora di costituire i necessari presupposti per gli approfondimenti tecnici e la necessaria condivisione politica di livello regionale.

sabato 20 settembre 2014

Un Parcheggio è Possibile


Così come promesso in campagna elettorale, nell'ottica di sostenere e aiutare i centri di aggregazione per gli anziani che svolgono un'importante funzione sociale in città, sollecitati da alcuni cittadini, oggi abbiamo incontrato i soci, gestori e frequentatori del Circolo Santa Maria Nuova sito in Via Arò.

Considerate le serie difficoltà di deambulazione di alcuni assidui frequentatori in possesso persino dei requisiti per il posteggio riservato ai diversamente abili, abbiamo colto le loro sollecitazioni affinchè venga creato almeno uno stallo giallo in prossimità dell'ingresso del circolo.

Diverse le soluzioni che abbiamo individuato per venire incontro alle esigenze riferiteci:
  1. Ove sussistano le opportune distanze dettate dal Codice della Strada sarebbe possibile tracciare uno stallo per diversamente abili in corrispondenza di questo posto che comunque, nonostante sia privo di strisce di delimitazione, risulta sempre occupato da auto.
  2. Si potrebbe trasformare questo parcheggio in stallo per disabili concedendo ad ASP la possibilità di tracciare altrove uno stallo blu sostitutivo.
  3. In luogo dei tre larghi parcheggi blu, ove ci starebbero comodamente quattro automobili, si potrebbe asfaltare e delimitare 3 stalli blu e uno giallo.
Siamo certi che le sollecitazioni dei cittadini troveranno adeguata attenzione da parte di tutta l'Amministrazione e ci attiveremo coi vari canali a disposizione per tentare, ove possibile, di porre rimedio alla situazione.

venerdì 12 settembre 2014

Ipotesi Greenway Asti-Casale: Gli Amministratori si incontrano


Su iniziativa del Consigliere Comunale Clemente Elis Aceto, Asti e Casale Monferrato stanno studiando la possibilità di realizzare una pista ciclabile che colleghi i due centri. Secondo le intenzioni delle due città, l’opera darebbe vita a una infrastruttura turistica di collegamento fra tutti i Comuni della tratta e l’ulteriore pista oggetto di un progetto nazionale denominato VenTo, di cui Casale fa già parte, finalizzato a collegare Torino a Venezia.

La pista sorgerebbe su sedime indipendente da quello destinato al traffico automobilistico e si prefigge di rappresentare, grazie a un cicloturismo organizzato e infrastrutturato, un’opportunità identitaria, occasione di un nuovo legante sociale, sviluppo, occupazione ed economia locale per i nostri territori ora patrimonio UNESCO.

I fondi per la realizzazione dovranno essere ricercati all’interno del progetto VenTo stesso o a livello regionale e l’infrastruttura locale godrebbe, gratuitamente e di riflesso, delle azioni di marketing  finalizzate alla promozione di quella nazionale.

I Sindaci Brignolo di Asti e Palazzetti di Casale hanno congiuntamente convocato, per mercoledì 17 settembre, una riunione dei Primi Cittadini dei Comuni interessati dalle tratte allo studio. Durante l’incontro sarà sondato il loro interesse al fine di giungere eventualmente alla firma di un protocollo d’intesa.

Ulteriori dettagli circa l’idea progettuale sono visibili al link http://goo.gl/JTHRKb

mercoledì 16 luglio 2014

E io che avevo detto?



...La commistione da incarichi di partito e cariche in aziende pubbliche e partecipate, per il presidente del Pd è una stortura. «Se il partito vuole rinnovarsi deve innanzitutto rifuggire vecchie logiche di gestione del potere, che vanno dalle nomine nelle società pubbliche alla competizione interna a colpi di tessere»...

Oggi tutti vogliono il Pd, i rischi sono solo legati alla criminalità? «Io dico attenti anche ai trasformisti, a quelli che di colpo si sentono “democratici” e dopo una vita nel centrodestra, sono pronti al salto della quaglia. Essere un partito aperto non vuole dire trasformarsi in un caravanserraglio»

«Non mi appassiona la dicotomia tra partito liquido e partito pesante, perché non risolve il problema. I signori delle tessere sono anche i signori delle preferenze. La verità è che bisogna avere il controllo dei militanti, sapere chi sono, creare un partito che sia fonte di proposta politica, che discuta, che sappia coinvolgere, non solo una macchina elettorale»


...E IO CHE AVEVO DETTO? Mi fa piacere sapere che il presidente nazionale del Pd la pensa come me... Ora passiamo ai fatti.

Italicum all'italiana


La legge elettorale Italicum made in Renzi, Boschi, Berlusconi e Verdini conferma le liste bloccate (incostituzionali) del Porcellum, con la sola differenza che saranno un po’ più corte. 

La sostanza è che i 630 deputati saranno ancora nominati dai segretari dei partiti maggiori. Quelli medio-piccoli invece resteranno fuori da Montecitorio grazie a soglie di sbarramento spropositate: 4,5% per quelli coalizzati, l’8% per quelli che corrono da soli e il 12% per le coalizioni. Per ottenere subito il premio di maggioranza, il primo partito (o coalizione) deve raccogliere almeno il 37% dei voti: nel qual caso gli spetta il 55% dei seggi, pari a 340 deputati. 

Se invece nessuno arriva al 37%, i primi due classificati si sfidano al ballottaggio e chi vince (con almeno il 51%, è ovvio) incassa 327 deputati. Cioè: chi ha meno voti (37% o più) ha più seggi e chi ha più voti (51% o più) ha meno seggi. Una follia. 

Ma non basta: prendiamo una coalizione con un partitone al 20% e cinque partitini al 4% ciascuno. Totale: 40%, con premio al primo turno. Siccome nessuno dei partitini alleati supera il 4,5%, il partito del 20% incamera il 55% dei seggi. E governa da solo, confiscando il potere legislativo, che di fatto coincide con l’esecutivo a colpi di decreti e fiducie.