venerdì 4 novembre 2016

Svolgeremo un ruolo costruttivo e di stimolo con lealtà e spirito di servizio


Provincia Civica si presenta all'Elettorato Provinciale ringraziando per primi quei 73 Consiglieri e Sindaci che, senza pregiudizi, con la loro firma hanno compiuto un atto di democrazia permettendo alla lista di partecipare alla competizione del 13 novembre per il rinnovo del Consiglio Provinciale. E’ altresì lieta di farsi conoscere a tutti i Cittadini che, in conseguenza della riforma Del Rio, hanno perso il diritto di scegliere direttamente chi li rappresenterà.

Provincia Civica nasce nel modo più fisiologico e naturale in una democrazia sana, ovvero con una proposta che parte dal basso tra gli aventi diritto a questo voto. Attraverso comunicati stampa e passaparola, infatti, è stata rapidamente convocata, a causa dei tempi ristrettissimi in cui si è chiamati ad agire, un'assemblea pubblica al termine della quale, nella trasparenza e partecipazione di tutti i presenti, cinque amministratori in carica si sono candidati al ruolo di “Consigliere Provinciale” con l'intenzione condivisa di assumere il ruolo di “Soggetto Politico" alternativo, di controllo e di proposta, indispensabile in democrazia.

Nessuno può sapere ora quale sarà il destino delle Provincie, legato all'esito del Referendum del 4 dicembre. La cosa certa è che Provincia Civica si presenta per svolgere con lealtà e spirito di servizio, un ruolo costruttivo e di stimolo affinché le competenze che spettano a questo Ente siano espletate nel migliore dei modi e nell'esclusivo interesse dei cittadini. Contestualmente non trascurerà di eseguire un'attenta funzione di controllo sull'operato della maggioranza e si propone, attraverso il dialogo con i Cittadini e le Municipalità, come punto di riferimento concreto per tutto il territorio provinciale.

Ad oggi, dall'esperienza della formazione della lista e la raccolta firme necessarie per la sua presentazione, scaturisce una constatazione che non può essere taciuta: esiste una seria limitazione di democrazia in questo metodo elettorale degli enti di secondo livello. In primo luogo, i tempi strettissimi rendono difficile l’organizzazione della campagna elettorale in un'ottica di confronto democratico con gli elettori. In secondo luogo, la carenza di comunicazione e informazione ufficiale non favorisce una partecipazione adeguata da parte di tutti i consiglieri dei territori provinciali.

Da parte nostra, proseguendo sulla strada intrapresa per promuovere la democrazia diretta, la trasparenza, la partecipazione attiva ed efficace e la condivisione, attiveremo da subito una serie di incontri in Provincia invitando i Sindaci e i Consiglieri Comunali per uno scambio di opinioni.

I Candidati di “Provincia Civica”
Giorgio Brosio (Cortandone)
Andrea Giroldo (Moncalvo)
Carlo Vitali (Vinchio)
Anna Bosia (Asti)
Clemente Elis Aceto (Asti)

giovedì 3 novembre 2016

La rappresentanza territoriale con Regioni non rappresentate


Come tutti ormai sappiamo, la riforma costituzionale prevede che i nuovi componenti del Senato siano scelti tra coloro i quali ricoprono la carica di consigliere regionale o sindaco. In particolare il nuovo Senato, che nelle intenzioni degli estensori dovrebbero rappresentare i territori, sarà costituito da 74 consiglieri regionali + 21 sindaci + 5 nominati dal Presidente della Repubblica.

Già non si capisce che tipo di rappresentanza territoriale possano dare 5 Senatori nominati dal Presidente della Repubblica e secondo quali criteri dovrebbero essere scelti affinché questo avvenga. Ma in quanto a rappresentanza territoriale la riforma fa molto peggio...

Che sia scritta male lo hanno detto e ripetuto in tanti, anche gli stessi sostenitori del Sì. Però è certo che, anche dal punto di vista formale, la legge Renzi-Boschi-Verdini-Alfano presenta pecche piuttosto gravi.

Il legislatore non ha infatti tenuto in debita considerazione che, secondo gli Statuti delle Regioni a statuto speciale attualmente in vigore, i consiglieri regionali non possono ricoprire contemporaneamente le cariche di Senatore, deputato nazionale o deputato europeo. Per esempio, L’art. 3, comma 7 dello Statuto della Regione Sicilia recita infatti: "L'ufficio di Deputato regionale è incompatibile con quello di membro di una delle Camere, di un Consiglio regionale ovvero del Parlamento europeo".

I Consiglieri di queste Regioni, una volta scelti per far parte del nuovo Senato, si dovrebbero dimettere per assumere la carica di Senatore, cessando così la loro rappresentanza territoriale all'interno di quella Camera. Ma una volta rassegnate le dimissioni, poiché non più consiglieri regionali, non potrebbero assumere la carica da Senatore. Si creerebbe così un difetto di rappresentanza delle Regioni che avrebbero come unici rappresentanti in Senato i sindaci.

Per porre rimedio a questa stortura occorrerà una modifica degli Statuti delle Regioni autonome, che dovrà avvenire con legge costituzionale su intesa con le Regioni interessate. Ma la riforma costituzionale subordina e rinvia a future intese con queste Regioni anche la possibile applicazione del nuovo titolo V su cui gli stessi Enti potranno esercitare un potere di veto, rifiutando l’intesa, su qualunque ipotesi di modifica statutaria o finanziaria o di assetto di competenze ritenute sfavorevoli... Alla faccia della semplificazione e della velocizzazione!

Questa è solo una ragione in più per respingere al mittente questa sgrammaticata riforma.

Il Consigliere comunale
Clemente Elis Aceto

mercoledì 2 novembre 2016

Le scelte sul futuro riguardano tutti


La vicenda Enofila dimostra ancora una volta la scarsa lungimiranza e capacità di progettazione a medio-lungo termine dell'attuale Amministrazione. A fronte del faticoso lavoro necessario all'attivazione, in quel contenitore, di possibili volani di sviluppo socio-economico per la città, si attua ancora una volta una molto più semplice e sbrigativa scelta conservativa: liberarsi dei costi di gestione di quella struttura regalandola di fatto alla Regione Piemonte. Si cancellano così opportunità di investimento, innovazione, ricerca, evoluzione economica e creazione di nuovi posti di lavoro per ricacciare prepotentemente la nostra città nello status quo.

Praticamente con un singolo e repentino atto, l'attuale Giunta getta alle ortiche un patrimonio locale costruito negli anni che, tra ristrutturazioni e costi della Società di gestione, ammonta a decine di milioni di euro, superiore persino all'intero PISU, i finanziamenti europei che hanno contribuito allo sviluppo della parte ovest della città: in un colpo solo si sceglie di consegnare alla Regione Piemonte quanto faticosamente conquistato, in termini finanziari e attraverso diverse amministrazioni, per la realizzazione delle opere di sviluppo urbano.

Perchè la Regione Piemonte dovrebbe collocare i suoi uffici all'Enofila che è stata ristrutturata con fondi destinati al nostro territorio e non li colloca, per esempio, in altro contenitore vuoto della città già di sua proprietà, ristrutturandolo con fondi propri?

Considerato che la scelta riguarda anche e inevitabilmente un pezzo di futuro dell'intera città e valutato l'imponente patrimonio economico coinvolto, il buonsenso avrebbe suggerito un coinvolgimento dei cittadini e delle forze di minoranza. E' stata invece attuata con lo stesso metodo utilizzato per le scelte pregresse e con lo stesso concetto di democrazia che ha dimostrato di avere nel tempo questa Amministrazione: senza dire niente a nessuno.

Asti Possibile
I Portavoce Caterina Federico e Carlo Ventura
Il Consigliere di minoranza Clemente Elis Aceto

lunedì 17 ottobre 2016

Convocazione Assemblea degli Amministratori per le elezioni provinciali


In vista delle imminenti elezioni dell’Ente Provincia, i Consiglieri comunali di Asti del Gruppo di opposizione UnitiSiPuò fanno appello agli Amministratori di tutti i comuni della Provincia di Asti per impegnarsi a partecipare attivamente alla realizzazione di una lista alternativa, aperta e condivisa, nella quale sia dato prevalente spazio ai rappresentanti dei paesi più piccoli e periferici del nostro territorio. Allo scopo convocano una

Assemblea per Mercoledì 19/10/2016 alle ore 21 presso la Sala Platone del Municipio di Asti

a cui sono invitati tutti i Sindaci e Consiglieri della provincia per indicare e sottoscrivere la lista dei candidati ai quali affidare il mandato di contribuire al difficile governo di una Amministrazione pubblica in dissesto economico, di cercare di risolvere le complesse problematiche del trasferimento dei contributi governativi, di costituire un osservatorio trasparente di ciò che realmente sta avvenendo in questo ente, di aprire un canale di comunicazione, di dialogo e di ascolto reciproco, dando voce veramente a tutti gli amministratori locali dell’intero territorio provinciale.

Viceversa dietro le attuali manovre politiche dei partiti di maggioranza è facile intravedere una sbrigativa pretattica intesa a presentare ancora una volta all’elettorato, costituito dai soli Amministratori di tutti i paesi della Provincia di Asti, una proposta preconfezionata e blindata, senza nessuna possibilità di partecipare concretamente alla selezione prima e alla scelta poi dei componenti della prossima Giunta Provinciale e tanto meno della sua Presidenza.

Il Gruppo consiliare di Asti #unitisipuò
Massimo Scognamiglio
Anna Bosia
Clemente Elis Aceto

giovedì 13 ottobre 2016

Si è sempre la precedente Amministrazione di un'altra


Apprendiamo ed apprezziamo l’azione dell'Amministrazione nell'aver dato finalmente corso all'appalto dei lavori di asfaltatura di Strada Laverdina. Lavori che andranno così a ultimare buona parte delle opere di urbanizzazione mancanti da diversi anni a causa delle inadempienze del Consorzio degli operatori che hanno costruito i palazzi e le ville in quella zona.

Leggiamo negli articoli di stampa che, secondo l'attuale Amministrazione, le responsabilità dei ritardi sarebbero da addebitarsi all'Amministrazione precedente disinteressatasi fin dal 2009 al completamento delle opere pubbliche di Strada Laverdina.

Non vorremmo che questo modo di operare diventasse uno sport (o spot?) politico tutto astigiano e che quindi in altre zone della città, come in Via Campassi, il completamento dell’urbanizzazione fosse demandato alla futura amministrazione comunale che, a sua volta, addebiterà responsabilità a chi l’ha preceduta.

Via Campassi, situata in villaggio Bellavista, è da tempo priva di asfalto e di illuminazione per circa un terzo della sua lunghezza con pregiudizio per la sicurezza delle circa 40 famiglie che vi abitano.
Con le prime piogge autunnali, la parte non asfaltata si trasforma in un vero e proprio pantano in cui ci si può cimentare in prove di rally che rendono difficoltoso e pericoloso per i residenti il raggiungimento delle proprie abitazioni.

Speriamo quindi che la vicenda non si trasformi nel solito bloccante rimpallo di responsabilità tra Consorzio di imprese che hanno costruito i palazzi, ditta appaltatrice dei lavori, Enti erogatori dei servizi. Situazione in cui il Comune ed il Sindaco devono esercitare fin da subito la loro opera di controllo per far si che Via Campassi non diventi una Strada Laverdina 2.

E’ da oltre due anni che quei cittadini astigiani vivono disagi quotidiani e certamente non vorranno sentirsi dire dal futuro Sindaco di Asti che la loro situazione è il risultato delle inadempienze delle ditte e del disinteresse della precedente Amministrazione.

Il Gruppo consiliare #unitisipuò
Clemente Elis Aceto
Anna Bosia
Massimo Scognamiglio