giovedì 15 febbraio 2018

Ogni 3 minuti un bimbo muore di cancro


Nadia Toffa, Daria Bignardi e molti altri Vip, anche tramite i social, hanno sensibilizzato l'opinione pubblica sul tema dei tumori. Nel corso della vita circa un uomo su 2 e una donna su 3 si ammaleranno di cancro e ogni 3 minuti un bimbo muore, di cancro.

Nella giornata mondiale della lotta contro i tumori infantili e con i numeri sopra descritti, ribadiamo l'assoluta importanza della ricerca che, in un Paese civile, deve essere sostenuta e incentivata, non svilita.

Clemente Elis Aceto

lunedì 12 febbraio 2018

E comunque... Mi dissocio!


Mi dissocio dagli stupratori come da quelli che "se si veste così se l'è cercata",

da quelli che spacciano droga come da quelli che spacciano la paura del diverso,

da quelli che fanno a pezzi una ragazza come da quelli che fanno a pezzi la propria umanità,

da tutti quelli che picchiano ai cortei fascisti come da quelli che picchiano ai cortei antifascisti,

da quelli che inneggiano al fascismo come da quelli che inneggiano alle foibe,

da quelli che picchiano le forze dell'ordine come dalle forze dell'ordine che picchiano alla Diaz.

Insomma, mi dissocio da tutti quelli che fanno di tutta l'erba un FASCIO senza saper focalizzare il vero problema.

Clemente Elis Aceto

giovedì 1 febbraio 2018

Amministrazione diversa, ma solite nomine e solite questioni


"Il Consiglio di Amministrazione dell’Asp, riunitosi il 15 gennaio 2018, ha dato mandato alla presidente Giovanna Beccuti di convocare per venerdì 9 febbraio, alle 10, l’Assemblea ordinaria dei soci. All’ordine del giorno la revoca degli amministratori e la nomina dei nuovi componenti il CdA. Si è dunque dato seguito alla richiesta avanzata il 28 dicembre dal sindaco di Asti Maurizio Rasero. La data del 9 febbraio è stata concordata tra il socio pubblico e quello privato dell’Asp (rispettivamente Comune di Asti e Nos Nord Ovest Servizi)." (Gazzetta d'Asti)

Ma fatemi capire: a quale costo per la collettività si revocano anticipatamente i vecchi nominati #ASP per far spazio ai nuovi? Alla fine i cittadini pagheranno contemporaneamente sia quelli vecchi che quelli nuovi? Prima della nomina di quelli nuovi, per trasparenza si pubblicheranno i curricula presentati sul sito del Comune di Asti o si farà tutto d'imperio e sottotraccia? Saranno privilegiate competenze e merito o saranno i soliti "nomi e buoi dei partiti tuoi"?

Clemente Elis Aceto

Abbiamo parlato di nomine anche qui, qui, qui, qui e qui

giovedì 12 ottobre 2017

Realizzare l'Agrivillage oggi è antistorico


Il progetto Agrivillage è molto discutibile, concepito come un finto-rurale, brutta copia dei nostri borghi. Esso cela l'ennesimo grande centro commerciale, calato dall'alto e completamente estraneo ad una visione complessiva di sviluppo della nostra città per la quale, se la vogliamo moderna, accogliente e vivibile, questa proposta arriva con un ritardo epocale! Dopo anni di incertezze, rischiamo di compromettere una vasta area verde, all'ingresso dell'abitato e di notevole interesse paesaggistico, in barba alla ripetuta dichiarazione: “Basta consumo di suolo”! Nel frattempo ben tre siti del nostro territorio sono stati promossi “Patrimonio dell'Umanità”.

Il termine accattivante di Agrivillage dovrebbe favorire lo sviluppo dell'agro-alimentare, dell'eno-gastronomia e del “biologico” nostrano. Viceversa questi sono veramente tali se reperiti là dove si producono, non dove si concentrano e si commercializzano. Gli spazi saranno riservati prevalentemente alle aziende locali? Le stesse, per dimensioni e conduzione familiare, sarebbero in grado di sostenere un tale impegno?

Riguardo poi alla grossa occasione occupazionale: quanta e che genere di occupazione? Magari ancora di basso profilo professionale? Quanti posti di lavoro verranno persi di conseguenza altrove? Sono poco trasparenti le garanzie di sostenibilità economica di un'iniziativa imprenditoriale di tale portata. Di contro è prevedibile una bassa ricaduta sul tessuto economico della città.

Chi ci guadagna? Di certo chi si vedrà trasformare il proprio terreno da industriale a commerciale. Chi ci perde? Il solito Pantalone! E non diteci che siamo sempre quelli per il no a tutto. Progettiamo insieme una Asti futura, nuova e possibile. Allora nasceranno una moltitudine di progetti originali e innovativi col consenso generale degli astigiani.
Asti Possibile

Lettera di UnitiSiPuò al Sindaco sull'Agrivillage


Nostro Sindaco,

non siamo ancora a conoscenza della sua decisione sulla firma dell'accordo di programma riguardante Agrivillage e proprio per questo ci teniamo a ribadire le nostre perplessità in merito a tale operazione.

Durante le conferenze dei servizi la Regione Piemonte ha sollevato osservazioni su troppi aspetti critici difficilmente sanabili. Riguardano la situazione paesaggistica, la viabilità, le opere idrogeologiche. I cittadini e le associazioni di categoria degli agricoltori hanno posto inoltre seri dubbi sull'opera e la ricaduta sul territorio.

Siamo per la promozione dell'astigiano in tutte le sue forme autentiche, non siamo per le copie artefatte. I turisti che scelgono di visitare l'astigiano devono conoscere la realtà del nostro territorio, assaporare i gusti, apprezzare i profumi, toccare con le proprie mani, vedere con i propri occhi. Per favorire ciò è necessario avere un piano strategico della città che miri a sviluppare anche la promozione del commercio e il settore agricolo in cui c'è molto da fare. Occorre però che le iniziative in questo senso vengano attuate in primo luogo dai soggetti politici chiamati ad amministrare.

Signor Sindaco, Lei ha capito molto bene la situazione: dal suo intervento di ieri alle Commissioni congiunte traspariva che l’operazione Agrivillage risulterebbe disastrosa per la nostra città in qualsiasi caso.
Disastrosa se non decollasse: sarebbe la città ad accollarsi il fallimento di un’operazione a rischio “cattedrale nel deserto”. Disastrosa anche qualora avesse successo, perché determinerebbe il definitivo svuotamento del centro storico e delle periferie immediatamente vicine all'Agrivillage, un contesto che già ora appare fortemente in crisi, depauperato, asfittico. Ha promesso invece ai suoi elettori che avrebbe rilanciato e rivitalizzato Asti e le sue periferie oggi sofferenti. Parlando ieri sera delle iniziative attraenti del Borgo ha dimostrato di comprendere molto bene le ragioni per cui solo le iper strutture potrebbero competere con Agrivillage.

Questi sono gli argomenti forti che siamo certi Lei saprà usare con la sua Maggioranza per spiegare le ragioni per cui non firmerà “l’accordo di programma” in Regione. Non ceda al “ricatto” dell’insediamento di un mega capannone di logistica: Lei sa bene che il sistema viario della zona non consente tale atterraggio a meno che i proponenti non si accollino gli oneri di una rinnovata viabilità.

Sindaco, scegliendo di non firmare farà un gesto lungimirante e autorevole per Asti e gli astigiani.

Il Gruppo Consiliare UnitiSiPuò
Beppe Passarino
Michele Anselmo