giovedì 5 ottobre 2017

Agrivillage ennesimo moloch in città


Si scrive "Agrivillage", si legge ennesimo moloch paracadutato sul territorio in maniera completamente avulsa da qualsiasi progetto complessivo di sviluppo della città.

E soprattutto dalla nostra idea di città.

Accompagnato dalla semplicistica motivazione dell'incremento occupazionale (quanti posti di lavoro farà perdere altrove?), dal trendy eno-bio-agro-food (le specificità enogastronomiche sono tali se ricercate dove si producono, non dove si concentrano) e dalla sostenibilità economica basata sull'ennesimo atto di fede (BreBeMi docet) che questa città non può più permettersi.

Chi ci guadagna? Di certo, senza neppure aver costruito, chi si vedrà trasformare il terreno da industriale a commerciale. Chi ci perde? Il solito Pantalone.

E non ditemi che siamo sempre quelli del NO. Progettiamo prima insieme l'Asti futura e i SI fioccheranno sui progetti che ci si incastonano.

Clemente Elis Aceto

Nomine: dalle parole ai fatti

La Stampa 03 ottobre 2017
Giusti gli auspici del M5S sulle nomine future, ma alle parole devono seguire i fatti ed azioni concrete.

#unitisipuò si batte in questo senso già da tempo (qui https://goo.gl/L9DqhV e qui https://goo.gl/6nquyV) ed ha approntato un ordine del giorno (https://goo.gl/SdoaaY) per avere un regolamento comunale per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende, istituzioni e società partecipate. Chiediamo che il M5S lo sostenga, lo firmi e lo presenti con noi in Consiglio comunale.

Clemente Elis Aceto

venerdì 7 luglio 2017

Le cose ti vengono riconosciute dopo

Tratto da un'intervista de "La Nuova Provincia" al Consigliere di Maggioranza Pippo Cornero

Avevo parlato di nomine qui, qui, qui, qui e qui

Sentirsi dire dopo di avere ragione è una magra consolazione.

venerdì 23 giugno 2017

E' importante votare al ballottaggio del 25 giugno


Da quando ho compiuto 18 anni mi sono sempre recato a votare.

Ogni volta che mi è stata data la possibilità di scegliere ho sempre scelto.

L'unica volta in cui ho votato scheda bianca è quando non mi è stata data un'alternativa.

Andate a votare, soprattutto se non lo avete fatto al primo turno.

E scegliete.

State certi che si recherà certamente a votare chi pensa esclusivamente a difendere i propri interessi personali e non si farà venire troppi dubbi su chi scegliere.

Clemente Elis Aceto

giovedì 15 giugno 2017

Sogniamo un'oasi di bene comune


Avvertiamo in città un rinnovato fermento riguardante le sorti dell'Oasi dell'Immacolata, situata in zona Don Bosco, anche da parte di chi è stato poco attento precedentemente. Lo scorso aprile, ben prima delle elezioni amministrative, #unitisipuò presentò in merito un'interpellanza e ottenne come risultato, secondo le risposte consultabili qui e qui, una delibera di Giunta dell'Amministrazione uscente. Tale proposta di Giunta, che dovrà essere votata dal prossimo Consiglio comunale, prevederebbe l'introduzione di vincoli conservativi sui fabbricati esistenti così da impedirne la demolizione. Tutto positivo se non fosse che della DGC parrebbe non esservi alcuna traccia e per questo approfondiremo ulteriormente la questione.

Attualmente il sito dell'Oasi dell'Immacolata ha già un vincolo ad “area a verde privato” in cui non è consentita la realizzazione di nuove costruzioni. Per attribuire all'area una capacità edificatoria occorrerebbe una nuova Variante al P.R.G. da sottoporre comunque al vaglio del Consiglio comunale. Ovviamente #unitisipuò osteggerebbe ancora una volta questa iniziativa.

Con l'obiettivo di arrestare il consumo di suolo, la riduzione del verde cittadino, l'aumento del traffico e del conseguente inquinamento, crediamo sia inopportuno incrementare ulteriormente l'offerta della grande distribuzione astigiana, soprattutto in un contesto di elevata concentrazione di luoghi sensibili come la scuola elementare Mazzarello, la casa di riposo Marello e l'ospedale Cardinal Massaia.

Pur comprendendo, da parte della Diocesi, la necessità di trovare risorse economiche per garantire continuità al funzionamento di altre strutture, auspichiamo che l'Oasi, per la posizione in cui è collocata, non debba trasformarsi in occasione di divisioni o proteste da parte dei cittadini oltre che problema di carattere urbanistico.

Riteniamo che gli edifici ed il parco dell'Oasi dell'Immacolata debbano essere utilizzati per una delle molteplici attività di cui la Chiesa si fa promotrice e che sulla logica del commercio prevalga quella del bene comune. Insomma non un'oasi di grande commercio ma un'oasi di bene comune.

Le Liste "#unitisipuò" e "Passarino - Un Sindaco per Amico"


Il contributo di due cittadine sull'argomento - La Stampa del 15/06/2017

Il contributo di una cittadina e diverse associazioni - La Stampa del 17/06/2017