giovedì 21 gennaio 2016

ASTI POSSIBILE parteciperà a "E' ORA DI ESSERE CIVILI! ‪#‎SVEGLIATITALIA‬"


Convinti da sempre dell'opportunità di estendere i diritti a chi non ne gode, cogliamo l'occasione per essere presenti, assieme agli organizzatori, alla manifestazione a sostegno di quella che è una battaglia di libertà e di giustizia sociale ancor prima che un riconoscimento di diritti individuali.

I principi di tutela, uguaglianza e parità di trattamento dei cittadini trovano ampio riconoscimento nella nostra Costituzione che, se all'art. 29 definisce la "famiglia come società naturale fondata sul matrimonio", all'art. 2 "riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità" dovendosi qui ricomprendere appunto le unioni non ancora adeguatamente tutelate dalla legge.

Ricordiamo, a riguardo, la battaglia condotta in Consiglio comunale dal Consigliere Aceto e da altri suoi colleghi che, nello scorso settembre, ha portato il Comune di Asti a riconoscere, nell'ambito esclusivo delle proprie competenze, le unioni fondate su vincolo affettivo; Grazie a questo lavoro, dal 3 gennaio scorso le coppie coabitanti ed aventi dimora abituale nel Comune di Asti potranno iscriversi al Registro delle Unioni Civili.

Nel ribadire ancora una volta e con grande forza la volontà di "Possibile" di proseguire nella difesa delle istanze volte all'estensione dei diritti civili a tutti gli interessati, il Comitato Asti Possibile aderisce alla manifestazione "E' ORA DI ESSERE CIVILI! #SVEGLIATITALIA" che avrà luogo ad Asti il prossimo 23 gennaio in Piazza San Secondo alle ore 10.30.

Nulla si vuol sottrarre al credo religioso e a convenzioni da tempo radicate nella nostra società, si intende semplicemente garantire a qualsiasi coppia uguali diritti, doveri e tutele.

Il Comitato "ASTI POSSIBILE",
movimento politico POSSIBILE

venerdì 8 gennaio 2016

"ASTI POSSIBILE" sostiene le decisioni libere, fino alla fine


In adesione alla campagna nazionale #iostoconmax, il Comitato "Asti Possibile" lancia una raccolta firme a sostegno dei diritti riguardanti il fine vita, affinché sia garantito il rispetto del principio di dignità umana ai cittadini italiani e astigiani negli ultimi istanti della loro esistenza. La campagna nazionale promuove la calendarizzazione della Lip, legge di iniziativa popolare, sul “Fine vita” che giace, ignorata, in Parlamento dal 13 dicembre 2013. La raccolta firme riguarderà anche la "dichiarazione anticipata di trattamento dei cittadini residenti" approvata dal Consiglio Comunale astigiano il 27 marzo 2014 che non ha ancora trovato attuazione a distanza di quasi due anni.

Il Parlamento non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita ed eludere un sereno e approfondito confronto di idee su questa materia così come la Giunta comunale non dovrebbe esitare ulteriormente a dare seguito agli indirizzi già ricevuti dal Consiglio comunale astigiano. Con questa iniziativa, grazie anche alla collaborazione dei rappresentanti nazionali di "Possibile", richiameremo l’attenzione del Parlamento e della Giunta comunale su tali esigenze.

I banchetti avranno luogo ad Asti nei giorni di sabato 9 e 16 gennaio prossimi dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 17 presso i Portici Anfossi (ang. Via Garibaldi) ed a Moncalvo giovedì 14 gennaio dalle ore 10 alle ore 12.

Invitiamo tutti gli interessati a firmare per la dignità di sentirci uomini, capaci di pensieri e decisioni libere, fino alla fine.

Per info: astipossibile@gmail.com - Tel. 01411850508 - Fax: 01411850458

Il Comitato "ASTI POSSIBILE"
movimento politico POSSIBILE

lunedì 4 gennaio 2016

Presidenza ASP: perse ulteriori opportunità di tener fede al programma elettorale

           

"Sceglierò le persone in base alle loro competenze, senza guardare le opinioni politiche" recitava il libretto elettorale del Sindaco Brignolo, lo stesso che ho condiviso nel 2012, che condivido tuttora e per il quale i cittadini mi hanno eletto. La richiesta di dimissioni della dirigenza Pd astigiana e la vicenda ASP rappresentano l'emblema delle motivazioni che mi hanno indotto ad abbandonare il Pd e la Maggioranza consiliare: si dovrebbero chiedere le dimissioni di chi esegue il contrario di ciò che è contenuto nel programma elettorale e non di chi, con forza, ne pretende il rispetto indipendentemente dal partito in cui è stato eletto.

Nulla di personale nei confronti della neo Presidente, ma con la scelta di Giovanna Beccuti alla Presidenza dell'ASP si sono perse diverse ulteriori opportunità politiche di "cambiare verso" rispetto al passato tenendo fede proprio a quel programma: non si è interrotto il cordone ombelicale politica-partecipate con la nomina a Presidente della Segretaria Provinciale del Partito Democratico, non si è interrotta la cattiva abitudine politica di produrre cumuli di cariche e poltrone impegnative, non si favoriscono competenza e merito se il processo di selezione rimane una formalità di facciata, non si mette al centro la persona se si sviliscono gli sforzi di chi si è proposto alla Presidenza in virtù delle proprie esperienze professionali, non si favorisce la trasparenza se la procedura di selezione dei candidati non segue criteri chiari e condivisi di valutazione, non si mettono neppure al centro le istituzioni se non si sottopone la scelta del Presidente alla nuovissima Commissione speciale sulle partecipate e se si disattendono le stesse disposizioni del Consiglio Comunale: "nei prossimi CdA siedano persone con dimostrata e comprovata esperienza, nominate a seguito di presentazione di curricula e dopo aver definito criteri chiari e partecipati di valutazione".

Per il futuro auspico che il Comune di Asti si doti di un "Regolamento sugli indirizzi e le procedure per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende, istituzioni e società partecipate" che preveda la costituzione di un organismo comunale indipendente atto alla selezione oggettiva dei candidati, anche verificando l’eventuale sussistenza di incarichi plurimi, inconferibilità e incandidabilità, così come già avviene in altri Enti Locali italiani.

Qui i 39 curricula presentati da coloro i quali si sono proposti alla Presidenza ASP.

Il Consigliere Comunale Indipendente di Minoranza
Clemente Elis Aceto


venerdì 18 dicembre 2015

Approvata l’istituzione della Consulta permanente sul gioco d’azzardo


Il Consiglio comunale ha approvato ieri sera l’istituzione della Consulta permanente sul gioco d’azzardo. La pratica è stata presentata dall’assessore ai Servizi sociali Piero Vercelli, che insieme ai consiglieri Clemente Elis Aceto, Riccardo Fassone ed Enrico Panirossi ha lavorato alla sua definizione.

Tra gli obiettivi della Consulta, informare i cittadini sui rischi della dipendenza da gioco, promuovere un monitoraggio del fenomeno, studiare forme di incentivo per i gestori di esercizi che rinuncino all’installazione di slot machine e apparecchiature simili. Inoltre, saranno valutate misure che impediscano il gioco d’azzardo nelle immediate vicinanze di luoghi sensibili come scuole, ospedali e case di cura. Indicazioni in questo senso sono state stabilite anche dal disegno di legge approvato dalla Giunta regionale la scorsa primavera, che oltre a prevedere un piano per il recupero degli affetti da gioco d’azzardo patologico, indica in 500 metri la distanza entro cui è vietata il gioco con premi in denaro.

«I dati del Monopoli dello Stato rivelano una situazione drammatica – spiegano i proponenti – ad Asti la spesa pro-capite in gioco (dai gratta e vinci alle slot machine) è di 900 euro, per un giro d’affari che sul territorio provinciale si aggira sui 190 milioni di euro annui (5 miliardi in Piemonte, 89 miliardi a livello nazionale). Non è vero che una città non possa fare nulla contro questo fenomeno, la consulta è un primo passo verso un regolamento per porre un freno al dilagare del gioco d’azzardo e alle sue conseguenze sociali.»

Della Consulta faranno parte i consiglieri Clemente Elis Aceto e Riccardo Fassone, gli assessori Piero Vercelli e Marta Parodi, rappresentanti di Ascom, Confcommercio, Confesercenti e Unione Industriale, rappresentanti delle associazioni Arci, Acli, Uisp, Csi, Fitel, il dirigente del dipartimento Dipendenze dell’Asl AT, rappresentanti dell’associazione Libera e della Caritas diocesana, oltre a un rappresentante della Consulta studentesca.

lunedì 14 dicembre 2015

Il Pd introduca il "vincolo di mandato" per tutti gli eletti e io mi dimetto


La richiesta di mie dimissioni ad opera della dirigenza Pd astigiana risulta oramai tardiva: essendo stata effettuata all'atto della mia uscita dalla maggioranza e non del precedente abbandono del gruppo consiliare Pd, denota un interesse rivolto prevalentemente alle poltrone perdute piuttosto che ai programmi, alle idee e alle persone. A testimoniare ulteriormente questo dato di fatto vi è l’impasse che attanaglia da mesi il Pd astigiano circa la poltrona del Presidente ASP per la quale, assieme ad altri Consiglieri Pd, chiesi a più riprese l’utilizzo di merito e competenze quali criteri per la selezione del suo futuro occupante.

Si chiedono inoltre le mie dimissioni per mancanza di “appoggio all’attuale Sindaco e alla sua Giunta”. Ci sarebbe da chiedere a quale Giunta si riferisca e dove fosse il Pd quando ben quattro assessori si avvicendavano e le deleghe venivano redistribuite durante il corso del mandato.

Per quanto riguarda la mia candidatura all'interno della lista Pd, vorrei appena far notare che ad eleggermi non è stato un partito ma sono stati tutti i cittadini che hanno scritto il mio nome sulla scheda elettorale. Richiedere le dimissioni sulla base della mia candidatura in una lista, principio che tecnicamente è denominato "vincolo di mandato", omette volontariamente di specificare che tale vincolo è anche basato sul programma elettorale e conseguentemente sul suo stato di attuazione.

Proprio per coerenza e rispetto di tutti i cittadini che mi hanno eletto sono uscito, nei fatti, da una Maggioranza che si sta dirigendo altrove rispetto all’idea di cambiamento proposta in campagna elettorale. Altrettanto richiedo allora alla dirigenza del Pd astigiano che, in coerenza con le proprie parole, sono certo non tarderà a far proporre ed approvare in Consiglio comunale, al proprio Sindaco e al proprio Gruppo consiliare, un provvedimento che introduca nello Statuto comunale astigiano il "vincolo di mandato" per tutti gli eletti. Personalmente ritengo tale vincolo incostituzionale e inaccettabile, ma se la dirigenza Pd dimostrasse, nei fatti, di dare seguito concreto alle proprie convinzioni, io rassegnerei immediatamente le mie dimissioni.

Ho molta stima e rispetto per gli elettori del Partito Democratico, sono preoccupato per loro essendo a conoscenza delle dinamiche verticistiche che lo governano e non sarei meravigliato se l'ultima uscita infelice fosse il frutto di un dibattito per nulla collegiale e approfondito.

Clemente Elis Aceto
Consigliere Comunale Indipendente di Asti